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Visione e protezione: ecco cosa ci serve a casa

Ti avevo già parlato in questo post di quattro caratteristiche molto importanti, individuate da alcuni studi di psicologia ambientale, che devono verificarsi affinché uno spazio venga percepito come positivo dalle persone che lo utilizzano e lo abitano.

Oggi vorrei approfondire l’argomento parlandoti altri due aspetti altrettanto importanti, che sono alla base di molte discipline come l’architettura del benessere, la psicologia ambientale e il feng shui.

Per capire bene questi aspetti, è necessario fare un piccolo excursus legato alla nostre caratteristiche come esseri umani e alla nostra evoluzione nel corso del tempo.

Noi homo sapiens, infatti, ci siamo evoluti per millenni in mezzo alla natura.

L’archetipo originario della nostra casa era la caverna, con delle caratteristiche molto semplici ma allo stesso tempo molto specifiche.

Chiusa sul retro, per consentirci di dormire protetti e al sicuro da eventuali pericoli, aperta sul davanti per avere un buon controllo del territorio e una chiara visuale esterna.

Se ci pensi bene, fino all’avvento dell’elettricità e del riscaldamento, anche le nostre case venivano costruite con una chiara distinzione tra un fronte più aperto sull’esterno, dedicato prevalentemente alla zona giorno, e un retro più protetto e con aperture più piccole, dedicato alle camere da letto o agli ambienti di servizio.

Questa distinzione coincideva spesso anche con l’orientamento del sole, in modo da sfruttare al massimo il calore e la luce durante le attività della giornata.

Il senso di protezione nelle zone dedicate al riposo, in particolare, permette al nostro cervello arcaico di sentirsi al sicuro durante la notte, evitando di attivare reazioni di allerta o pericolo (a questo proposito, hai mai sentito parlare di reazione fight or flight? Puoi approfondire l’argomento qui).

Una buona visuale in corrispondenza della zona giorno, invece, da un lato risponde alla nostro bisogno innato di controllo del territorio, dall’altro rappresenta in un certo senso la nostra visione e possibilità di “movimento in avanti”, verso l’esterno, o in rapporto al futuro.

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Facciamo qualche esempio pratico.

Un soggiorno con una bella vista su un giardino, uno spazio aperto o, in generale, non costretta da edifici troppo vicini, ci darà una sensazione di maggiore respiro, apertura, ispirazione. Una camera da letto situata in una posizione più protetta, silenziosa e appartata, ci aiuterà a dormire sonni più calmi e tranquilli.

Questo principio di base molto semplice e intuitivo, nel tempo si è purtroppo perso per strada. Soprattutto con l’avvento dell’elettricità, del riscaldamento e della tecnologia, abbiamo pensato bene di costruire un po’ come capitava, venendo meno a questi principi basilari di orientamento e lettura del contesto.

Con il risultato controproducente che le nostre case sono spesso orientate in modo bizzarro, con zone giorno esposte verso ambienti freddi e inospitali, o mescolate alla zona notte o ad altri ambienti.

Senza una chiara lettura delle funzioni, senza un orientamento intelligente che sfrutti la luce naturale del sole e il contesto che ci circonda, potremmo quindi percepire una situazione di disagio, senza essere in grado di capirne i motivi.

Di conseguenza, la nostra casa potrebbe rispecchiare questo disagio, con difficoltà di diverso tipo. Dal disordine dilagante in alcune stanze, di cui non riusciamo a “prenderci cura”, allo stress percepito in alcuni ambienti, alla difficoltà a prendere sonno nelle camere da letto, e via dicendo. 

Come si risolve questa situazione?

L’architettura del benessere, la bioarchitettura e il feng shui, sono discipline che hanno molto in comune e che agiscono proprio su questi aspetti.

Quando si tratta di nuove costruzioni, sfruttano questi principi per realizzare abitazioni in sinergia con la natura e l’ambiente, per far sì che trasmettano ai loro abitanti reale benessere, comfort e relax.

Quando invece, sempre più spesso, si tratta di ristrutturazioni sull’esistente, vanno proprio a sistemare eventuali squilibri che si sono creati.

Ad esempio riorganizzando gli spazi per sfruttare al meglio il contesto e considerando la nostra necessità come esseri umani di percepire le giuste sensazioni in ogni stanza di casa. Sia a seconda della funzione che vi si svolge, sia in base alle nostre peculiarità personali.

Oggi quindi ti invito a prendere maggiore consapevolezza della tua casa.

Prendi un quaderno per appunti e prova a descrivere come ti senti all’ interno di ogni ambiente.

Osserva prima la zona giorno: il salotto, la cucina e la zona pranzo. Che cosa vedi fuori dalla finestra? Che sensazioni percepisci guardando fuori? Come ti senti invece al suo interno? Prova a descrivere le sensazioni in diversi punti, e nota cosa cambia.

Poi, spostati nella zona notte. Ti senti al sicuro qui? C’è qualcosa che ti fa sentire a disagio? Come dormi durante la notte?

Segna le tue risposte e prova anche a descrivere cosa, secondo te, ti trasmette una certa sensazione piuttosto che un’altra.

Poi, fammelo sapere in un commento, o scrivimi qui per raccontarmi com’è andata.

Nel frattempo, ti ricordo anche che se vuoi iniziare da subito a migliorare la tua casa e i tuoi spazi, puoi scaricare le mie guide pratiche in regalo per te qui.

Intanto ti mando un saluto e…alla prossima!

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