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Mobili di design: che cosa significa veramente?

mobili di design

Che cosa sono i mobili di design?

Ormai lo vedi scritto dappertutto, ma “mobili di design” non è una caratteristica che devi valutare nella scelta degli arredi per la tua casa. E in questo articolo ti spiego il perché.

“Ma architetto, sono mobili di design!”

“Embè? Ma chemmefrega? Non sono quelli giusti, non risolvono il problema”.

Questa è una conversazione immaginaria (perché non ho l’accento romano, purtroppo) tra me e una ipotetica persona che desidera mostrarmi le caratteristiche di mobili di design, complementi o materiali che vende all’interno del suo showroom di arredamento, e che mi propone di utilizzare nella casa che sto ristrutturando.

Ma cosa vuol dire mobili di design?

Mobili di design, tavoli di design, cucine di design, finestre di design, lampade di design, cuscini di design. Siamo completamente circondati dal design, sembra un’epidemia.

Non ti sto parlando dei mobili considerati icone del design, quelli originali in sostanza. Che sono riconosciuti a livello internazionale soprattutto in virtù dei progettisti e delle aziende che li hanno resi così famosi nel tempo. 

Ciò che voglio spiegarti in questo articolo è che il termine “di design”, viene ormai utilizzato impropriamente come aggettivo per quasi tutto.

E, di conseguenza, non significa necessariamente bello, che funziona, che è di qualità, che è adatto alla tua casa e alle sue caratteristiche. Che risolverà un problema e che la renderà automaticamente bellissima, comodissima e perfetta.

Prima è necessario verificarlo.

Se vai a vedere su Wikipedia cosa significa design, arrivi subito a una pagina di disambiguazione tra due definizioni.

1) Disegno Industriale

2) Progettazione

La seconda definizione non è quella che ci interessa. Il termine “design” in inglese significa appunto progettazione.

In sostanza è ciò che fa un progettista, l’azione del progettare.

Ad esempio, io sono una progettista specializzata in interior design di casa, ovvero in progettazione degli interni delle case. 

Ci sono  progettisti di uffici, negozi, parchi o, appunto, di mobili. Ma il fatto che lo abbia progettato qualcuno a caso, oggi, non rende automaticamente il mobile un mobile di design, inteso come bello o di qualità.

E’ la prima definizione, infatti, quella che ci interessa veramente per capire cosa significa design. 

Disegno industriale, o meglio progettazione industriale.

E che cos’é? 

“Il disegno industriale è l’uso sia di arti e scienze applicate al fine di migliorare estetica, ergonomia, funzionalità e usabilità, produzione e commerciabilità di un prodotto”. 

(fonte Wikipedia)

In sostanza, il design mira a realizzare un prodotto utile (funzionalità) e gradevole (che rispecchi il gusto estetico di più persone possibili). 

Allo stesso tempo, a massimizzare le vendite del prodotto stesso attraverso l’abbassamento dei prezzi di produzione (produzione in serie). Di logistica e di trasporto finale, per fare in modo che possa essere acquistato dal maggior numero di persone possibili (commerciabilità e profitto).

Come vedi, questa definizione di design ha ben poco a che vedere con l’aggettivo “bello” o “di valore” cui tendiamo erroneamente ad associarlo, senza verificare che poi, effettivamente, lo sia.

Ha ben poco a vedere con il fatto che un mobile di design sia necessariamente adatto alla tua casa, ai suoi spazi e alle sue caratteristiche, o che risolva il tuo specifico problema.

Praticamente tutti, oggi, sono mobili di design.

Per farti capire ancora meglio, si potrebbe spiegare il termine “mobili di design” in contrapposizione a “mobili artigianali”.

I mobili di design, oggi,  sono in sostanza tutti gli arredi prodotti in serie, mentre quelli artigianali sono fatti a mano, unici, non ripetibili in modo veloce, realizzati una volta sola o poche volte.

I mobili di design li troviamo praticamente dappertutto e sono ormai accessibili a tutti.

Non ha più senso dire che sono mobili di design, perché non è più una caratteristica utile da valutare nella scelta.

Ci sono mobili di design più costosi, altri meno, alcuni più belli, altri meno.

A seconda dei materiali utilizzati, della qualità, del brand che li propone.

Del fatto che siano quelli originariamente progettati dai grandi designer della storia o che invece siano le loro copie o reinterpretazioni.

Ma sono comunque mobili di design, perché progettati e prodotti in serie.

Belli o brutti, costosi o meno, originali o no, adatti alla tua casa o no.

Non so se hai mai visto il film Il diavolo veste Prada (non lo hai mai visto? Corri subito a vederlo!). 

La favolosa Anne Hathaway veste i panni di Andy, una promettente giornalista di New York, che trova lavoro preso la sede di una famosa rivista di moda, capitanata dalla snobbissima e cattivissima direttrice Miranda, interpretata nel film dall’altrettanto favolosa Meryl Streep. 

Andy tratta con sufficienza il mondo del fashion e della moda, lo percepisce come qualcosa di completamente futile. Lei ha l’aria dell’ intellettuale cui non interessa minimamente l’ultimo maglioncino di tendenza o cosa andrà di moda il prossimo inverno. 

In una scena del film, mentre Miranda sta passando al setaccio con i suoi più fedeli collaboratori le novità da proporre nell’ultimo numero della rivista di moda, c’è da scegliere tra due cinture azzurre, apparentemente identiche tra loro…

Se vuoi guardarti la scena eccola qua, altrimenti puoi continuare a leggere il dialogo sotto.

“La scelta è veramente ardua! Sono talmente diverse tra loro!”.

Dice una delle fedelissime.

Andy, anche lei nella stanza, esplode in una risatina beffarda, perché a lei quelle cinture sembrano completamente uguali. Non vede proprio la differenza e non capisce tutto questo movimento su un tema che le pare di così poca importanza.

Da lì, il gelo. Miranda congela letteralmente Andy con lo sguardo.

“Ti fa ridere?”

– No, ecco, solo che, quelle due cinture mi sembrano esattamente identiche –

“Ah ma certo, tu pensi che questo non abbia nulla a che vedere con te. Tu apri il tuo armadio e scegli quel maglioncino azzurro infeltrito che hai addosso, per esempio, perché vuoi gridare al mondo che ti prendi troppo sul serio per curarti di cosa ti metti addosso.

Ma quello che non sai è che quel maglioncino non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis, ma è effettivamente ceruleo.

E sei anche allegramente inconsapevole del fatto che nel 2002 Oscar de la Renta ha realizzato una collezione di gonne cerulee, e poi è stato Yves Saint Laurent a proporre delle giacche militari color ceruleo.

E poi il ceruleo è rapidamente comparso nelle collezioni di otto diversi stilisti.

Dopo di che è arrivato poco a poco nei grandi magazzini e alla fine si è infiltrato in qualche angolo casual dove tu evidentemente lo hai pescato in qualche angolo delle occasioni.

Tuttavia quell’azzurro rappresenta milioni di dollari e innumerevoli posti di lavoro, e siamo al limite del comico quando penso che tu sia convinta di aver fatto una scelta fuori dalle proposte della moda.

Quindi, in effetti, indossi un golfino che è stato selezionato per te dalle persone qui presenti, in mezzo a una pila di roba”.

Geniale questo dialogo.

Ecco, questo è lo stesso identico concetto, la stessa identica storia che si è ripetuta anche nel mondo dell’arredamento.

La maggior parte degli arredi, le forme, i colori, gli stili o le tendenze che trovi, non sono altro che l’invenzione di qualche grande designer che ha fatto la storia e delle innovazioni nel campo delle tecnologie e dei materiali per l’arredamento.

E che sono state trasportate, si sono evolute, magari sono migliorate o al contrario sono state malamente scopiazzate nel mondo dell’interior design e dell’arredamento di oggi.

Tutti i mobili progettati e prodotti da qualsiasi azienda sono ormai mobili di design.

Ad esempio, tutti i mobili di una azienda come Ikea sono mobili di design.

Che siano belli o brutti, che ti piacciano o meno, che si rompano dopo cinque minuti o che durino vent’anni.

Anche quel modello di tavolino orrendo che non compreresti mai nemmeno sotto tortura è un mobile di design.

Perché ogni azienda di arredamento, oggi, progetta, produce, realizza e vende mobili in serie, per poi massimizzare le vendite.

Questo è, nella sostanza, il fine ultimo del design industriale, nato nel lontano ‘700.

Il che, non è una garanzia, oggi, del fatto che quel mobile è ciò che serve alla tua casa, che ci starà bene, la renderà più bella o più comoda. Che durerà nel tempo o che risponda alla caratteristica che stai cercando.

Ricapitolando: mobili di design non significa necessariamente mobili belli o di valore. Non più, oggi.

Da oggi in poi, ogni volta che senti o vedi scritto da qualche parte mobili di design, ricordati tutto ciò che hai imparato in questo articolo.

Non confondere il termine “di design” con “bello” o “di qualità”, perché oggi non è sempre così. 

Al contrario, le domande che ti consiglio di farti nella scelta dell’arredamento per la tua casa sono:

– Questo arredo, oltre a piacermi, starà bene in casa mia?

– Risolverà il mio problema?

– Valorizzerà i miei spazi?

– Sarà in armonia con gli altri materiali, colori, arredi già presenti?

– E’ comodo e funzionale per le mie esigenze?

– Di che materiale è fatto, quanto è resistente e quanto durerà?

Solo in questo modo potrai fare una scelta davvero consapevole e veramente utile per la tua casa, senza lasciarti influenzare da etichette utilizzate a sproposito.

Se vuoi sapere le altre regole fondamentali da seguire per vivere una casa bellissima e portare vero benessere e armonia all’interno dei tuoi spazi, scarica la guida in regalo che trovi qui.

A presto!

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