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Mi piace o non mi piace questo posto? Ecco da cosa dipende.

Da cosa dipendono le emozioni che ci trasmette la nostra casa?

Quali sperimenti all’interno degli spazi che abiti e, più in generale, in quelli che vivi e frequenti ogni giorno?

Ti sarà capitato di entrare in un posto e percepirlo subito molto accogliente e rilassante. Mentre in un altro ti sei accorto dell’atmosfera poco gradevole e magari hai avuto il desiderio di andartene al più presto.

Beh, se non hai mai sperimentato queste sensazioni, ti invito da oggi a farci caso.

Ogni volta che entri in un luogo, che sia al lavoro, in un bar o in un ufficio pubblico, prova a percepire che sensazione ti trasmette e a descriverla. (Ti avevo parlato di un esercizio simile legato ai colori anche in questo articolo, se vuoi approfondire).

Quali fattori entrano in gioco quando si parla di emozioni in relazione all’ambiente che viviamo? Da cosa dipendono?

Di conseguenza, come fare in modo che siano piacevoli e positive, per vivere i nostri spazi con il massimo comfort e benessere?

Diversi psicologi si sono interrogati a riguardo. Hanno quindi sviluppato degli studi per definire i fattori che influenzano le nostre emozioni in relazione all’ambiente in cui ci troviamo.

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Una delle conclusioni cui sono giunti è questa.

Le emozioni che suscita ogni ambiente in una persona sono inevitabilmente legate a preferenze, motivazioni, ricordi e storie personali di ciascuno.

Un ambiente può quindi suscitare stimoli piacevoli o meno, sia in relazione alle esperienze passate vissute, sia in relazione agli scopi e alle necessità attuali.

In sostanza, un luogo che per me può risultare piacevole, perché mi ricorda esperienze ed emozioni positive, e allo stesso tempo rispecchia le mie esigenze di vita attuali, a un’altra persona potrebbe non piacere per niente.

Ma la domanda più interessante cui gli studiosi hanno tentato di dare risposta è la seguente.

Esistono delle caratteristiche generali e valide per tutti, per definire un ambiente piacevole o no? E se sì, quali sono?

Ecco quindi che gli psicologi ambientali Rachel e Stephen Kaplan (se vuoi approfondire, ti consiglio di leggere questo libro di cui ti riporto i risultati dell’esperimento) hanno sviluppato un modello largamente accettato di “preferenza ambientale”.

In pratica,  affinché una persona, con le sue personali esperienze passate, i suoi personali gusti, i suoi scopi ed esigenze attuali, possa considerare un ambiente come positivo, devono essere soddisfatte quattro condizioni principali.

E quali sono queste condizioni?

La prima tra tutte è la coerenza. Ovvero la caratteristica di un ambiente di essere chiaramente riconosciuto e “letto” senza troppo sforzo da chi ci entra in contatto.

La seconda condizione, conseguente alla prima, è proprio la sua leggibilità, ovvero la presenza di informazioni che ne facilitino la comprensione.

Questo ha a che fare in sostanza con la possibilità di orientarsi all’interno dell’ambiente in questione. Di conseguenza, capire senza sforzo come muoversi, in quali direzioni andare e come poterlo utilizzare al meglio.

Pensa ad esempio ai punti di riferimento all’interno di un tessuto cittadino, che ci aiutano a orientarci e a muoverci nella direzione giusta. O alle mappe che troviamo negli edifici pubblici per capire dove si trova il settore verso cui vogliamo dirigerci.

E questo, alla nostra casa, come si applica?

Beh, prova a pensare a un appartamento pieno di corridoi e disimpegni, senza una chiara distinzione tra zona giorno e zona notte.

Magari entrando dall’ingresso potrei incontrare subito una camera da letto, poi il soggiorno, poi un’alta stanza, infine trovare la cucina da un’altra parte ancora. Che confusione!

All’interno di un ambiente del genere sarà molto difficile, per un ospite, orientarsi. Allo stesso tempo, per chi ci vive, sarà molto stressante muoversi e fruire degli spazi comodamente, non trovi?

Una casa invece ben “leggibile”, ci permette un migliore utilizzo degli spazi, e di viverla allo stesso tempo con maggiore benessere, comodità e comfort.

Allo stesso tempo, riduce lo stress causato da una disposizione confusa e male organizzata degli ambienti.

Le altre due condizioni necessarie per farci percepire uno spazio come positivo, invece, sono la complessità e il mistero.

La complessità è una caratteristica legata prevalentemente alla nostra voglia innata come esseri umani di esplorazione. Un ambiente più ricco di stimoli percettivi viene valutato più positivamente rispetto a un ambiente che ne è povero o completamente privo.

Ovviamente la ricchezza di stimoli non deve diventare caos, a scapito quindi della leggibilità sopra citata.

Sempre per fare qualche esempio pratico, una casa troppo spoglia, essenziale, perfino troppo ordinata e rigida, può portare a un appiattimento delle nostre emozioni e risultare alla lunga poco accogliente, noiosa o asettica.

Una casa più ricca di situazioni, invece, stimolerà la nostra curiosità, così da fruire dei suoi spazi in modo più interessante e vario.

Il mistero, invece, è quella caratteristica degli ambienti nei quali si ha la sensazione che, addentandosi, “approfondendo” meglio, si otterranno ancora più informazioni.

Ad esempio, una stanza con una finestra da cui si intravede un bel giardino, ci farà venire voglia di scoprirlo. Un ambiente molto grande suddiviso in zone diverse, ci darà la sensazione di avere a disposizione varie situazioni e attività da poter svolgere e scoprire.

Riassumendo.

Le quattro caratteristiche che ci permettono di valutare un ambiente come positivo e far sì che ci trasmetta delle emozioni piacevoli, sono: la coerenza, la leggibilità, un pizzico di complessità e mistero.

Oltre a queste, ce ne sono altre due molto interessanti e davvero importantissime, che riguardano i nostri bisogni primari come esseri umani.

Ma non voglio anticiparti troppo, perché te ne parlerò nel prossimo post.

Nel frattempo, ti invito a fare questo esperimento.

Dai una valutazione alla tua casa sulla base di queste caratteristiche, e prova a capire cosa potresti fare per migliorarla e viverla con maggiore benessere.

C’è una chiara divisione tra zona giorno e zona notte? Riesci a svolgere le tue attività senza fatica, senza perderti tra stanze e corridoi e senza stressarti?

Se la risposta è no, puoi ad esempio riorganizzare le funzioni connesse tra loro in posizioni più vicine, o magari invertire le funzioni di alcune stanze.

Poi, che atmosfera percepisci all’interno di ogni ambiente?

C’è quel pizzico di complessità e mistero che lo rendono più interessante e stimolante?

Per farti un altro esempio pratico, un soggiorno dedicato esclusivamente a divano e tv è sicuramente meno interessante di uno che accoglie anche altre attività. Come ad esempio la lettura, la musica, o un semplice angolino di relax dove osservare fuori dalla finestra. Magari mentre annusi fiori, candele profumate, o osservi un bel caminetto acceso. 

Insomma, spazio alla fantasia: quale piccola azione potresti fare per migliorare la tua casa in questo senso?

Fammelo sapere e, se non l’hai ancora fatto, scarica qui le guide in regalo per te. Troverai molti consigli pratici da seguire passo passo per migliorare da subito la tua casa senza sottovalutare alcun aspetto.

Intanto ti mando un saluto e alla prossima!

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